pizzul:

Mentre il Liverpool vinceva la Carling cup contro il Cardiff city, sono successe cose belle come questa. Cose che non vedremo mai in uno stadio italiano.

Il calcio è l’ultima rappresentazione sacra del nostro tempo. E’ rito nel fondo, anche se è evasione. Mentre altre rappresentazioni sacre, persino la messa, sono in declino, il calcio è l’unica rimastaci. Il calcio è lo spettacolo che ha sostituito il teatro. Il cinema non ha potuto sostituirlo, il calcio sì. Perché il teatro è rapporto fra un pubblico in carne ed ossa e personaggi in carne e ossa che agiscono sul palcosecnico. Mentre il cinema è un rapporto fra una platea in carne ed ossa e uno schermo, delle ombre. Invece il calcio è di nuovo uno spettacolo in cui un mondo reale, di carne, quello degli spalti dello stadio, si misura con dei protagonisti reali, gli atleti in campo, che si muovono e si comportano secondo un rituale preciso. Perciò considero il calcio l’unico grande rito rimasto al nostro tempo.

Pier Paolo Pasolini, L’Europeo n. 51, 1970 (via pizzul)

Il calcio in tv funziona e più è spezzatino più è saporito

Antonio di Pollina, La Repubblica, 5 dicembre 2010

Le lacrime del Capitano
22 maggio 2010

Le lacrime del Capitano

22 maggio 2010

(Fonte: gravitazero, via ciocci)

Devo fare tutto quanto è necessario per poter essere in condizioni di vincere. Non pensare solo alla domenica “Oggi voglio vincere”. Bisogna passare tutta la settimana con questa voglia e far tutto quanto è necessario, dal lunedì al sabato, per prepararsi a vincere.

Giacinto Facchetti

Les italiens!, mi hanno gridato tutta la sera nelle orecchie, come se fosse una colpa. Non ho avuto cuore di dirgli, mentre nascondevano la faccia nelle mani, che les italiens sono anche questa cosa qui: gente che sa aspettare. E sa soffrire, cercando di tirar fuori un capolavoro da un anno orribile, e da una serata nata storta. Il cielo ha simpatia per gentaglia come noi, che sa incassare e non lo sfida con arroganza.

Beppe Severgnini

Giacinto Facchetti era un uomo buono, e questo aggettivo in Italia è considerato sospetto. Bontà vuol dire ingenuità, incapacità, debolezza; o addirittura dabbenaggine, semplicioneria. Le persone ammirate, nel nostro estenuante Paese, sono i cialtroni e le carognette: due categorie umane di cui l’ambiente del calcio è pieno. Ma non è l’unico.

Beppe Severgnini

Poteva andare diversamente e meglio, ma quando poi torni a San Siro e la curva quasi si butta giù dalla balaustra per salutarti, penso che quello ti ripaghi di qualsiasi altra delusione minima che ci può essere stata“.

Marco Materazzi verso il Montreal Impact | Soccer Italia